L'AVIS Comunale di Cremona è nata il 24 ottobre 1933

Questa è la data della lettera che il Dott Danzio Cesura spedisce a Milano all’amico e collega Vittorio Formentano, Presidente della Associazione Volontari del Sangue istituita dallo stesso Formentano sei anni prima. In quella lettera, Cesura si dice pronto ad iniziare, insieme all’amico Dott Augusto Bongiovanni, l’attività a Cremona in stretta collaborazione con l’Ospedale Maggiore.

In ordine cronologico, la nostra è la quinta ad essere costituita sul territorio nazionale.
Il tesserato n.1 effettua la sua prima donazione nel dicembre del 1933, unica in quel primo anno. Ma nell’anno successivo i donatori saliranno a 44 con 16 trasfusioni effettuate.

Nel 1935 vengono emanate le prime disposizioni legislative che regolano il servizio trasfusionale in Italia.

Le norme non fanno distinzioni tra donatori volontari e “datori” a pagamento. Il Responsabile della Sezione deve essere autorizzato dal Prefetto. Il Dott Cesura e il suo vice Bongiovanni ottengono l’autorizzazione il 20 agosto 1935 (n° 13420). Tutta la materia verrà riordinata nel 1937: da questa data la presidenza delle varie AVIS viene assegnata ai Direttori Sanitari degli Ospedali di competenza territoriale, lasciando ai Presidenti soltanto incarichi tecnici..

Per vent’anni (fino al 1953) la Sede è stata ospitata in locali messi a disposizione dalle autorità comunali

la prima (per pochi mesi) nel Palazzo Ala Ponzone (il “Palazzo della Rivoluzione”) poi nel Palazzo Comunale fino al 1939; al pianterreno di Palazzo Affaitati fino alla fine della guerra e, dal 1945, in viale Trento e Trieste.

Alla fine della II Guerra Mondiale l’AVIS cremonese conta 308 Soci attivi, non molti per la verità, ma tanti militari non sono ancora tornati a casa. Un anno importante è il 1946. Nasce (primo in Italia) il Comitato dei Soci Sostenitori dell’AVIS per interessamento di alcuni industriali cremonesi (il primo Presidente sarà Enrico Baresi). Vede la luce “Il Dono del Sangue”: il nostro periodico uscirà mese dopo mese, senza interruzioni, per tenere informati i soci sull’attività dell’Associazione, farla conoscere ai simpatizzanti e alla popolazione tutta, favorire la raccolta di fondi. L’indiscusso merito è di Osvaldo Goldani, consigliere della Sezione.
In quello stesso anno, il Presidente Formentano fonda a Milano, con atto notarile, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue. Il dottor Cesura farà parte del nuovo Consiglio direttivo. Bisognerà attendere però altri quattro anni perché l’Associazione Nazionale venga giuridicamente riconosciuta (Legge n° 49 del 20 febbraio 1950).

Nel 1953, tramite i buoni uffici del Socio Sostenitore comm. Primo Lanzoni e di tutto il Comitato, viene acquistata una casa in Via Amati per adattarla a Sede definitiva.
Il 15 dicembre del 1957 viene inaugurato, nella Sede, il Centro Trasfusionale denominato Unità di Raccolta.
L’importante struttura sanitaria ottiene il riconoscimento ufficiale dal Ministero della Sanità nel 1963, e l’anno dopo inizia, con convenzioni di volta in volta rinnovate, la stretta collaborazione con l’Ospedale Maggiore.
La legge n.592 del 14 luglio 1967 sopprime definitivamente tutte le disposizioni del 1935 e del 1937.
Scompaiono i “datori di sangue” a pagamento e si normalizzano i rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale.